Direttiva Case Green
Nel mese di aprile dello scorso anno 2024, il Consiglio dei ministri europei dell’Economia e delle Finanze ha approvato definitivamente la Direttiva sulla prestazione energetica degli immobili : si è trattato di un passsaggio decisivo verso l’approvazione della cosiddetta “direttiva sulle case green”, nata da una proposta fatta dalla Commissione Europea nel 2021 e poi discussa e modificata in modo sostanziale dal Parlamento e dal Consiglio Europeo.
IN COSA CONSISTE
La Direttiva “Case Green” è composta da un gruppo di norme compreso nel pacchetto Fit for 55 (un insieme di provvedimenti che l’Europa ha intrapreso per abbattere le emissioni di Co2 in diversi ambiti di applicazione) e pensato per incentivare la costruzione di edifici “sostenibili” e la ristrutturazione di quelli già esistenti a questo scopo.
L’obiettivo finale, stabilito in Europa, è quello di ridurre del 55% entro il 2030 le emissioni nocive rispetto ai livelli del 1990 e raggiungere le emissioni zero entro il 2050. La direttiva, nella sua parte più rilevante, prevede dunque una distinzione nel trattamento degli edifici residenziali, quelli dove la gente vive, e quelli non residenziali, cioè quelli destinati agli uffici o alle attività commerciali.
La direttiva nel dettaglio
L’accordo stabilisce che ciascuno Stato potrà decidere liberamente le modalità e i tempi con cui raggiungere i seguenti obiettivi che valgono per tutti i Paesi:
• il consumo energetico degli edifici residenziali inquinanti dovrà essere ridotto del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Per quelli non residenziali la riduzione dovrà essere del 16% entro il 2030 e del 26% entro il 2033. Ogni Stato potrà decidere a quali classi energetiche far riferimento in base alle classificazioni interne;
• il 55% di questo taglio dei consumi dovrà essere il risultato della ristrutturazione degli edifici con le performance peggiori che rappresentano il 43% del totale a livello europeo.
• entro il 2050 il patrimonio edilizio di ciascun Paese dovrà essere ad emissioni zero;
• tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a zero emissioni già a partire dal 2028 se si tratta di edifici pubblici, ed a partire dal 2030 se parliamo di edifici privati;
• a partire dal 2040 non sarà più possibile installare caldaie alimentate con combustibili fossili.
• i pannelli solari fotovoltaici dovranno essere installati obbligatoriamente solo sugli edifici di nuova costruzione pubblici e su quelli non residenziali di ampia metratura. Si tratta di un obbligo che entrerà in vigore progressivamente dal 2026 al 2030.
Qual 'è la situazione italia?
In Italia, secondo i dati forniti dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili infatti, su12,2 milioni di abitazioni oltre 5 milioni non sarebbero in grado di rispettare e quindi garantire le performance indicate dalla UE, mentre circa 3/4 degli immobili residenziali hanno una classe energetica inferiore alla D. In base alle nuove direttive europee dunque, possiamo ben immaginare che nel prossimo ventennio saranno davvero tanti gli italiani che si troveranno alle prese con lavori di efficientemento energetico quali sostituzione di caldaie o pompe di calore, nuovi infissi o installazione di pannelli fotovoltaici, ottenendone in cambio un graduale risparmio ed un miglioramento del benessere personale, nel pieno rispetto dell’ambiente circostante.